lunedì 18 luglio 2011

colleziono volantini...



...una mano tesa, il solito volantino del solito negozio di scarpe dove non andrai mai, sempre li di fianco alla stessa fermata metro, con la pioggia o con il sole, lui! forse stanco, non per il sole, non per la casa che gli manca,non per il letto che non ha... Ma per quella moltitudine di rifiuti, di sguardi scocciati dalla sua mano tesa, eppure non può tornare a fine giornata con la stessa manciata di volantini nello zaino, eppure... eppure il mondo non gli offre altro, eppure potrebbe scegliere scorciatoie, eppure resta li alla stessa fermata metro, ogni giorno, alla stessa ora, con qualsiasi temperatura. Eppure i passanti neanche lo guardano negli occhi, a nessuno importa cosa rappresenta quella mano tesa, nessuno afferra il volantino ringraziando, nessun sorriso, nessuno si spinge un po' oltre per sfiorargli le dita...

Oggi mi si spezza il cuore, sono passata da li di fretta e ho abbassato la testa senza neanche alzare un braccio per afferrare un volantino che per me non sarebbe stato un peso ma per qualcuno una piuma... oggi mi pesa non avere un volantino in più nel sacchetto della carta, oggi mi pesa quel sorriso neanche accennato, quel capo chino, oggi mi pesa non aver steso la mano...
oggi vorrei l'ennesimo volantino dello stesso negozio di scarpe in cui non andrò mai...

domenica 3 luglio 2011

.

pesante, come un sacco di macigni che staziona nello stomaco,
senza possibilità di muoverlo,
senza riuscire a spostarlo di un millimentro.

non c'è un posto dal quale non fuggire,
non ci sono luoghi in cui rifuggiarsi.

destinati a costruire sempre in posti nuovi,
sperando in strade più soffici,
in asfalti più leggeri,
in incontri più veri.

domenica 26 giugno 2011

infettata da un battito d'ali. ma eterno.

Dammi un po' del tuo sorriso,
dammi un po' del tuo stupore.

Contagiami con la tua gioia,
contagiami con la tua forza.

Infettami di quel rosso,
infettami del tuo verde.

Non guardarmi così,
non puntare dritto al cuore,
potrei soffocare, potrei non respirare.

Non mi conosci eppure lo fai,
sei immobile, senza forze, stremato,
eppure ti libri leggero nell'aria,
eppure continui a fissarmi.

Non chiedermi perché,
non so perché,
impotente e immobile, paralizzata e muta
completamente minuscola.

Ancora sotto effetto di sostanze stupefacenti,
mi sveglio, non dormo, ripenso, mi riempio,
trabocco, e forse mi ferisco.

Per un attimo avrei voluto davvero essere magica,
per un attimo avrei voluto dirti che bastava un soffio
per rimettere in moto le tue gambe le tue braccia,
ma poi quel soffio non usciva.

Ora la mano trema, il respiro ha cambiato consistenza,
soffio particelle cariche, le vedo scontrarsi con ciò ke trovano
le vedo dimenarsi nell'aria.
Non so se metterò mai più i piedi per terra.

martedì 21 giugno 2011

come una bolla di sapone sotto qualche cielo.




forse per voglia o solo per curiosità, ne avevo la possibilità, stavo lì sospesa in un attimo, forse lontana da tutto, ho messo me in mezzo, il mio respiro, un soffio, un attimo, lieve per paura del nulla, intenso e costante per paura di qualcosa di troppo breve.

Lentamente l'ho vista nascere, rifletteva dei colori tenui ma chiari e lucenti, si librava nell'aria con una tale leggerezza, mi sembrava quasi strano che all'interno ci fosse qualcosa di mio.

così vuota agli occhi degli altri, ma in realtà colma di me, del mio essenziale invisibile agli occhi, sorretta dal vento, trasportata dalla corrente, così autonoma, magica...

custodiva dolcemente qualcosa di così intimo e particolare, quasi un sogno, una magia...

stava lì senza direzione, con la voglia di lasciarsi trasportare.

stava lì, si è spinta troppo in alto non cosciente della sua fragilità, ha pensato che il vento non avrebbe mai potuto farle del male, ma la magia è un attimo, e senza preavviso svanisce...

é stato bello godere dello spettacolo del suo andare sotto questo cielo, secondi, sguardi e sensazioni.

esplode, e sn in pochi a poterlo percepire, forse ce ne sarà un'altra dopo, ma la traccia che quell'esplosione lascia, bagna minuscole superfici.
LE MIE.

domenica 19 giugno 2011

libertà è partecipazione

e al 23-esimo anno finalmente capì. "La lotta paga!" si ripeteva, e non aveva mai assaggiato il sapore della conquista, ma quel mese di giugno non lo dimenticherà mai.

E' difficile crescere col fuoco dentro sentendosi sempre dire che quel fuoco non può cambiare le cose, che il vento che tira è più forte,che l'erba è troppo verde, che è solo tempo perso. E in parte avevano ragione, il vento è più forte ma stavolta non soffia in direzione contraria.

Si avvicinò alla porta, fremeva dalla voglia di farlo, prese le 4 schede in mano, non aveva mai messo una croce con così tanta determinazione, con così tanta convinzione. Era la sua PRIMA VOLTA, finalmente capì che senso aveva la partecipazione, finalmente capì che quella era libertà.

Seguì tutto attentamente, quei numeri crescevano e non sapeva cosa fare per accelerare questo processo, il traguardo era vicino, e fremeva di gioia, ma non era gioia era qualcosa di più.

Si guardò nuovamente intorno e ogni cosa aveva una luce diversa, capì il perché di ogni resistenza, di ogni rivoluzione, di ogni disobbedienza... "Solo la lotta paga!".

IN PIEDI COSTRUTTORI DI PACE.

lunedì 16 maggio 2011

clowntagiata.



La fine di una giornata, l’inizio di una nuova. Con questo pensiero ho posato la testa sul cuscino ieri sera, con un pensiero, con mille volti e colori nel cuore e con una strana sensazione. Un po’ come quando si torna da una giornata di mare e addosso ci si sente ancora la sensazione di essere trasportati dalle onde, ieri mi sentivo come stordita e avevo come la percezione di indossare ancora un naso rosso. La giornata di ieri è stata la conferma di quello che da un mese circa mi passa per la testa, il naso rosso non è una maschera, non per come la intendo io! La maschera ha un ruolo sostitutivo, nasconde un’essenza e la sostituisce con una parvenza, la maschera è statica e non può rappresentare più di un’espressione, più di una sensazione. Il naso rosso è tutto il contrario, è quasi una corsia preferenziale fra le emozioni più intime e il proprio modo di esprimerle, in se non racchiude nulla, ma indossato è quella sesta marcia che ti permette di tirare fuori la natura gioiosa che è insita in ogni vita. E osservando attentamente i volti della GNR mi sono accorta come quel naso rosso non necessita di essere indossato, alcune persone lo tirano fuori con naturalezza senza nessun corso, senza nessuna teoria, alcune persone ce l’hanno stampato in faccia, e non parlo solo di voi clown, parlo anche delle persone incontrate per strada. Ti accorgi che alcuni hanno una voglia immensa di tirarlo fuori, ma non il coraggio per affrontare il mondo che ti guarda interdetto, altri sono così immersi nelle routine dei doveri quotidiani che la stanchezza ha nascosto la strada per trovare quell’angolo di gioia, altri ancora sono così arrabbiati col mondo da pensare che queste sono cretinate(forse proprio per questo sono così arrabbiati col mondo!). Nel mio caso, penso di averlo tirato fuori e nascosto varie volte, in modo un po’ altalenante, penso di essermi persa e ritrovata più volte, ma ancor di più penso di essermi scoperta in miriadi di occasioni. In questo momento penso che sto riesumando un bellissimo gran naso rosso e lo ritrovo in ogni angolo della mia vita, e lo ritrovo nella passione smisurata che ho per questo mondo, e per ogni essere vivente, lo ritrovo nell’amore incondizionato per l’amore stesso. Ed è incredibile la forza che ti senti addosso quando le tue azioni sono mosse da questo carico di forti emozioni. Oggi mi và di ringraziare ogni protagonista della MIA GNR che, in quanto giornata del naso rosso, racchiude un po’ tutto ciò che da un mese a questa parte mi sta dando forza e grinta e rappresenta la benzina del mio motore, tutte le vite che mi stanno facendo vibrare di emozioni.

Grazie ai colori di vip roma, grazie alla freschezza degli scoriandoli, grazie alle piazze piene di gente, grazie ai passanti, grazie ai rivoluzionari , grazie agli “Arrigoni” sparsi per il mondo, grazie all’animo tenace della mia amata Calabria, grazie ai bambini che non si piegano davanti ai passi standard dei balli di gruppo, grazie agli orizzonti, grazie a chi lotta per i beni comuni, grazie ai popoli che si ribellano ai regimi, grazie ai sorrisi e alle pacche sulle spalle di gente appena conosciuta, grazie al sole che torna dopo la pioggia, grazie ai giocolieri della gioia, grazie ai bambini che guidano i genitori verso piazza farnese, grazie a chi crede nella vita.

amelie orgogliosa di questo favoloso mondo...

mercoledì 4 maggio 2011

Forse è amore.

Vivo in un universo parallelo? No. Il mio universo si scontra giornalmente con questo, ma non c'è traccia di fusione! Visiono, osservo, ascolto, mi mescolo, ma non mi fondo.

Così oggi osservo - analizzo - sento: l'amore.
Innamorati oggi. L'essere umano, quando si sente solo o si accorge che ormai è in età "da sistemazione", si concentra morbosamente nella ricerca spietata di un suo simile da amare, e con suo simile intendo uno appartenente alla specie umana. Mi sono sempre domandata come poi sia possibile che in quel determinato momento questa ricerca si concluda sempre,o nella maggior parte dei casi, con risultati positivi. (Io non riesco neanche a trovare le chiavi di casa quando ne ho bisogno!).
E così gli innamorati...
L'uomo con la fede al dito che impreca davanti al supermercato chiuso è innamorato di sua moglie, il ragazzo che si reca all'università con l'i-pod regalato dalla ragazza per natale assecondando le leggi d'inerzia e sognando malta è innamorato, l'isterica insegnante di scuola elementare stressata dalla sua classe di 35 bambini scalmanati è innamorata di suo marito, il tipico uomo d'affari divorziato a causa di una bionda con gli occhi da cerbiatta con cui convive ora è innamorato.
Innamorati! Io li definirei parzialmente soddisfatti di aver trovato una dimensione adeguata alla società di oggi che ti vuole stressato e isterico, ma pronto a donare amore ad una famiglia con cui vomitare tutti i tuoi problemi su una tovaglia rossa e il servizio di piatti di ikea con tanto di fermatovaglioli in alluminio. Questo nel migliore dei casi, al più delle volte la famiglia aggiunge problemi a quelli che già porti a casa.

Sono cinica? Tutt'altro! Sono così follemente innamorata che nel mio universo l'amore ha tutta un'altra dimensione. Sono così follemente innamorata che non necessito di qualcuno da amare, semmai potrei trovare un giorno qualcuno da amare in modo diverso e con cui condividere l'amore che ogni giorno mi esplode dentro.
Non si può amare qualcuno che vive in questa terra, se prima non si ama questa terra, ogni suo essere vivente, e la vita stessa.
Innamorarsi della vita stessa. Quando si ama qualcosa si fa di tutto per proteggerla. Io proteggo la mia vita da sentimenti opportunamente costruiti, da sentimenti di cui accontentarmi, da sentimenti forzati. Io proteggo la mia vita da rapporti che appesantiscono le mie giornate, che limitano le mie libertà, che non mi danno tranquillità. Io proteggo la mia vita da chi staziona nel mio cuore non come una piuma ma come un macigno. Così proteggo l'amore.
Ho paura che un giorno il mio universo si fonda con questo, ho paura che pensare di essermi innamorata di qualcuno e convincermi di questo mi porti a non amare più quanto amo adesso, mi porti a dimenticare quanto amo quelli di cui non sono innamorata, quanto amo i passanti e i loro buffi vestiti, quanto amo i pedoni e il loro modo di lanciarsi sulla strada, quanto amo gli automobilisti che imprecano nel traffico, quanto amo le foglie, i prati, le zanzare, il mare, quanto amo amare. Spero invece di trovare un giorno qualcuno che possa amare come amo io tutto questo, che possa sentire come me il cuore in gola e una lacrima accarezzare il viso quando vedo un servo ribellarsi a un padrone, quando vedo uno sconosciuto sorridere a uno incontrato per caso, quando sento le cicale e mi sento sovrastata dall'immensità del cielo, quando sento la mia terra vibrare.
Spero di amare in modo particolare questo qualcuno non perché l'ho deciso o perché è il momento, ma perché semplicemente insieme ogni colore è più sgargiante, ogni espressione è più solare, ogni rumore è una melodia, ogni peso è più leggero.

Spero che l'uomo la smetta di rendere questo mondo non adatto all'amore, perché l'uomo ha un'ardente bisogno di amare per vivere. E forse le mie mille passioni posso racchiuderle nell'amore.