"Tale suprema rinuncia alla mia fierezza offro in questo momento d'addio alla vostra povera mamma e a voi, miei cari disgraziati figli. Amatevi l'un l'altro, miei cari, amate vostra madre e fate in modo che il vostro amore compensi la mia mancanza. Amate lo studio e il lavoro. Una vita onesta è il migliore ornamento di chi vive.
Dell'amore per l'umanità fate una religione e siate sempre solleciti verso il bisogno e le sofferenze dei vostri simili. Amate la libertà e ricordate che questo bene deve essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Una vita in schiavitù è meglio non viverla. Amate la madrepatria, ma ricordate che la patria vera è il mondo e, ovunque vi sono vostri simili, quelli sono i vostri fratelli. Siate umili e disdegnate l'orgoglio; questa fu la religione che seguii nella vita. Forse, se tale è il mio destino, potrò sopravvivere a questa prova; ma se cosi non può essere io muoio nella certezza che la primavera che tanto io ho atteso brillerà presto anche per voi. E questa speranza mi da la forza di affrontare serenamente la morte."
(lettere di partigiani condannati a morte)
... che la primavera che tanto io ho atteso brillerà anche per voi... brillerà anche per voi..
e vedo lui, sdraiato su una barella, bellissimo, giovane, intelligente, condannato a morte... lui ha preferito il sacrificio alla schiavitù, amava la sua terra, la sua tunisia, la voleva liberà, lui è un partigiano di oggi...
c'è chi chiede democrazia, c'è chi chiede di scegliere un nuovo governo non corrotto a tirana, c'è chi chiede elezioni e riceve un proiettile, per scelta o per caso...
lui è un partigiano di oggi...
Morti in piazza Tahir, morti che non vivranno mai un egitto senza regime... solo morti, o partigiani oggi!
che sia l'alba di quella primavera, che sia un risveglio di coscienze, o che siano lotte contro mulini a vento?
"Amate la libertà e ricordate che questo bene deve essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Una vita in schiavitù è meglio non viverla."
giovedì 3 febbraio 2011
martedì 14 dicembre 2010
il ritratto di dorian gray...

A qualche centimetro dai capelli volano petardi e lacrimogeni, a stento riesci a scansare qualche pietra, qualcuna ti prende impreparato, qualcuno ti urla contro, un casco blu col manganello in mano risponde, attacca e a volte si protegge, un ragazzo corre col viso insanguinato, un'auto incendiata vola sulla gente, le camionette distrutte, puzza di spari, polvere, nebbia, a stento distingui le sagome di chi corre senza una meta, di chi cerca riparo, di chi con rabbia agisce, calpesti vetri, gli allarmi rimbombano nell'aria, le sirene stridule sottolineano la strage, sei circondato e solo, la giungla.
E' tutto sbagliato, è tutto senza un perché, è tutto confuso e così maledettamente ingiusto, qui fuori è uno schifo, li dentro è uno schifo, non sai cosa devi fare, non sai se c'è una soluzione, non vedi possibilità, non sogni futuro.
Dove stanno i buoni? Esistono i buoni? Chi sono i cattivi?
E c'è un mondo qui fatto di chi cerca qualcosa da poter offrire, qualcosa da poter vendere in cambio di qualche certezza, di un po' di futuro, c'è un mondo qui che non sogna più, che non crede più nelle proprie capacità, c'è un mondo qui che è terrorizzato perché non potrà mai chiedere aiuto a qualcuno che può!
Ci sono donne che non si adatteranno mai a prostituirsi, ci sono uomini che preferirebbero morire pur di non elemosinare un posto di lavoro, ci sono bambini che ancora hanno bisogno della loro infanzia, ci sono mamme che vorrebbero poter essere mamme e donne allo stesso tempo, ci sono ragazzi che vorrebbero solo conoscere e imparare, ci sono ragazze che sognano una famiglia, ci siamo noi soli e persi in questa nebbia, in questo fumo, tra le fiamme e gli spari di un mondo che non ascolta.
Ci siamo noi, mentre la vita ci scivola lentamente addosso, con le nostre delusioni, ci siamo noi che ci domandiamo se la nostra vita si ridurrà a una sporca compra-vendita di favori, con il terrore che un giorno saremo costretti a dimenticare ciò in cui crediamo per indossare un vestito, una cravatta, una camicia e quel viscidume che ci riempirà le tasche e ci svuoterà l'anima, tanti dorian gray pronti a nascondere il proprio ritratto!
Questa non è piazza del popolo oggi, questa è la nostra vita, oggi, domani, e per chissà quanto tempo ancora...
mercoledì 10 novembre 2010
il mestiere di vento...

e dite pure al vento che lo invidio... dite pure al vento che vorrei essere dove mi pare ed esserci quando mi pare, ditegli che vorrei trasportare le cose, cambiarle, spostarle quando mi và...
dite al vento che vorrei essere scirocco sulla pelle di chi è solo e stanco senza nessuno che gli riscaldi il cuore, vorrei essere scirocco per dar sollievo a chi ogni sera ha come tetto un cielo, vorrei piano accarezzare il viso di chi ancora percepisce il dono di una lieve e intensa carezza!
ditegli che vorrei essere un vento gelido per chi ha bisogno di refrigerio dopo le fatiche di una dura salita, vorrei essere così gelido da far tremare, vorrei contagiare l'uomo di brividi, forti, intensi, quelli per cui battono i denti, quelli che ti fanno sentire vivo!
dite al vento che vorrei essere così indispensabile da entrare dritto nei polmoni, di entrarci senza sbagliare strada, di entrare e sentir vibrare come in un arpa ogni cellula, e scovare ogni angolo della persona!
dite al vento che vorrei accompagnare le notti col mio dolce fischiare, e vorrei spaventare quando sono incazzata... avere la forza di sfasciare una casa, di sollevare un tir, di radere al suolo un'intera città...
dite al vento che lo invidio quando porta con se i profumi più nascosti della natura, li porta e li condivide col mondo...
dite al vento che vorrei riuscire ank'io a stanare nei posti più nascosti i più piccoli granelli di sabbia per renderli importanti, per dargli la possibilità di sentirsi leggeri e volare..
e amo quel suo dolce raccogliere i sogni di tutti, le note ed i suoni di ogni sospiro, le speranze e le emozioni di ogni respiro...
dite al vento che vorrei fare il mestiere di vento...
mercoledì 20 ottobre 2010
ai tepori di un tempo passato

... il fuoco bruciava lentamente, consumava la legna, la brace aumentava, il calore si diffondeva nella stanza. Lo scoppiettare della legna si mescolava al rumore della pioggia che batteva sui vetri... illuminati come in un tramonto, avvolti in uno splendido tepore, assaporando la quotidiana sensazione di casa! Lei, col viso stanco, le rughe a delineare i contorni, a raccontare una vita di sacrifici, le mani non filavano più la lana, le guance non erano più paffute come un tempo... lei era lì, un ricordo sfocato il suo, ricordo quel respiro affannato che dava il tempo ad ogni suo passo, ricordo le dolci carezze di una nonna... Affianco a lei una sorella, serena in volto, assente da ogni discorso, lontana da ogni situazione! Il tempo per lei si era fermato agli anni dolci del suo romanzo d'amore, vissuto in un paese lontano, tra le gioie e le scoperte di una vita insolita per le donne del suo tempo... il suo cuore infondo non aveva mai abbandonato gli anni dolci delle amicizie, delle follie, dei viaggi e delle scoperte, un legame talmente forte da non voler più udire nessun altro suono, nessun altro rumore, nessun'altra voce, nessun'altra musica... Tra tanti respiri, in un vecchio cesto si udivano le fusa di una gatta raccolta qualche tempo prima per strada, un dono insolito della natura, insolito per quella particolare umanità che la caratterizzava! come se in quel posto ci fosse sempre stata, l'aveva scelto e di quel tepore ora era parte integrante! ...
ma il fuoco si spegne lentamente, e mentre la fiamma si affievolisce il tepore diminuisce... resta la brace, un divano vuoto, un cesto con della legna, il ricordo di respiri, fusa, sguardi, carezze... il brivido del tepore di un tempo e l'amara consapevolezza che è passato, che quella casa è un po' meno casa, che sono cresciuta...
...una moltitudine di ADDII...
lunedì 11 ottobre 2010
malati di vita..
è un respiro affannato, un verso stanco, a stento qualche movimento e un album di ricordi alle spalle... a ritroso la vita... lentamente!
come una cassetta su cui registrare nuovamente, una cassetta che parte dal niente per poi riavvolgersi e tornare al niente... dove erano i primi passi ora gambe gracili troppo deboli per sorreggerti, dove i primi dentini ora labbra raggrinzite, dove le prime parole ora una serie di versi stanchi! una montagna di tutto alle spalle, una montagna di niente... e infanzia, e gioventù, e amori, e sguardi, e sorrisi, e fatiche, e traguardi, e incontri, e amici, e passanti, e nuvole, e rughe, e gioie, e... in mano niente, delle dita troppo arrugginite per afferrare, troppo deboli per stringersi in un pugno, troppo curve per accennare una carezza! in bilico tra la speranza dell'infinito e la paura del niente... in fondo siamo tutti malati terminali, malati di vita, ma senza saperne la durata esatta!
come una cassetta su cui registrare nuovamente, una cassetta che parte dal niente per poi riavvolgersi e tornare al niente... dove erano i primi passi ora gambe gracili troppo deboli per sorreggerti, dove i primi dentini ora labbra raggrinzite, dove le prime parole ora una serie di versi stanchi! una montagna di tutto alle spalle, una montagna di niente... e infanzia, e gioventù, e amori, e sguardi, e sorrisi, e fatiche, e traguardi, e incontri, e amici, e passanti, e nuvole, e rughe, e gioie, e... in mano niente, delle dita troppo arrugginite per afferrare, troppo deboli per stringersi in un pugno, troppo curve per accennare una carezza! in bilico tra la speranza dell'infinito e la paura del niente... in fondo siamo tutti malati terminali, malati di vita, ma senza saperne la durata esatta!
domenica 15 agosto 2010
immersa nell'anima di Dio...
La cerchi per giorni, mesi, anni, la cerchi una vita la serenità! La cerchi nella corsa sfrenata a una vita perfetta, fatta di attestati e foglietti volanti che certificano nero su bianco anni di studi ed impegno, la cerchi nella vita frenetica di ore e ore di lavoro chiuso davanti a una scrivania, la cerchi nei complimenti del tuo datore di lavoro o nelle lacrime dei tuoi genitori soddisfatti di te. Spesso la cerchi, ma nonostante tutto non la trovi! Ti poni nuovi obiettivi e vivi per qualcosa o per qualcuno, sperando che, tagliato il traguardo il premio sarà finalmente la tanto agognata serenità... Ti poni miliardi di domande sul senso della tua vita, sulla direzione più affine alla tua persona, sembra che le risposte non arrivino mai e a un certo punto scegli di smetterla di porti domande, di vivere come fanno tutti, xkè maturare e crescere significa assumersi delle responsabilità e vivere con la testa sulle spalle e i piedi ben saldi a terra... perché la vita è dura, il mondo è spietato e crudele e chi vuole sopravvivere deve farsi spazio con i denti e con le unghie! eccoci allora, preoccupati ad assicurarci un'adeguata sopravvivenza dimenticandoci di respirare a pieni polmoni, di assaporare e gustare, di vivere!
eccoci pronti a perdere noi stessi... e io... avevo perso me! Avevo dimenticato ciò che mi rende davvero felice, avevo smesso di pormi domande ma soprattutto avevo smesso di cercare le risposte! l'ho cercato, l'ho desiderato, l'ho voluto il Dukagjin... e grazie a persone fantastiche l'ho vissuto! il Dukagjin è la mia serenità, non è solo un luogo, non sono solo le valli sconfinate, le vette alte e il rigoglioso flusso del fiume! Il dukagjin è vita, è un cuore ke batte, è un silenzio ke irrompe nel cuore così tanto da stordire. Il Dukagjin respira, si nutre dell'amore e del sacrificio dei suoi abitanti, è fatica e dedizione... Il dukagjin sono gli occhi curiosi dei bambini che si fanno ore di cammino x imparare qualcosa o solo x passare un po' di tempo in modo diverso, sono le ferite delle loro mani così giovani ma già consumate dal lavoro, è la caparbietà di chi combatte per i propri semplici sogni, è la dignità di chi non chiede nulla ma fatica ogni giorno per vivere e mantenere una famiglia. Il dukagjin è quell'accoglienza che si priva del poco ke ha per donarlo agli altri... un'accoglienza che diventa quasi dono di se, che disarma... Il dukagjin è la triste scoperta di una povertà indefinibile e di una ricchezza d'animo infinita, è la determinazione di chi sceglie di partire senza certezze, inseguendo un futuro migliore! Quel piccolo scorcio di paradiso mi ha cambiata, le parole determinate di chi, nella povertà, ha le idee chiare su quale direzione vuole far prendere alla sua vita, di chi lotta ogni giorno x questo, hanno risvegliato in me la voglia di impegnarmi x realizzarmi al meglio! per scegliere e costruire da me il mio futuro. La capacità di donare e di aprirsi all'altro, così incondizionatamente, mi hanno ricordato che amare è la cosa più naturale, che ogni singolo gesto, se non è fatto con e per amore non ha nessun senso! Non so cosa sia capitato in quel piccolo angolo dimenticato dal resto del mondo, non so se sia proprio questo ke lo rende magico, questa purezza, questa totale incontaminazione umana, so che ogni suo respiro coincideva col mio, so che se chiudo gli occhi sento il fiume che scorre, vedo quell'immenso tappeto di stelle in continuo movimento... penso che quel luogo abbia un'anima e quell'anima coincida con quella di Dio!
ringrazio di cuore i miei compagni di avventura... del mio dukagjin fate parte anche voi... FALIMENDERIT...
(un ringraziamento particolare a Fedele x aver creduto in me e avermi fatto conoscere il Dukagjin e a padre Antonio per il suo esempio e per le sue parole!)
sabato 24 luglio 2010
l'arte che mi circonda...

se fosse un quadro... sarebbe uno stupendo quadro di Monet! sarebbe questo stupendo quando di Monet... sarebbe il rosa tenue e delicato, dolce, spesso discreto, timido... sarebbe il rosa antico e prezioso, sarebbe un rosa sfumato dai colori del tramonto, uno strano effetto ke la luce del sole crea riflettendo su ciò ke al mondo c'è di + stupefacente... la naturale bellezza della semplicità! sarebbe un fiume in quiete, tranquillo spesso impenetrabile da occhio nudo, così mite e silenzioso, pronto a lasciarsi sfiorare dal vento ma senza incresparsi, senza irruenza, senza rabbia nè rancore, pronto a cullare e accogliere qualsiasi cosa, ma con fare materno e disponibile! pronto a specchiare qualsiasi cosa, a riflettere il bello ke lo circonda ma così portato a non mostrare l'immenso ke contiene sotto la superficie! Un fantastico fiume in quiete... pieno di vita, pieno di energia e forza, ke se solo volesse, potrebbe straripare e inondare ogni cosa, come fa con la vita di chi lo guarda + attentamente e scopre l'infinito che possiede... Ma un po' per paura, un po' per la poca fiducia ke ha di se, preferisce la quiete... preferisce stagnare e lasciare ke la sua naturale bellezza si manifesti da se come le ninfee che continuano a sbocciare e a rendere il tutto ancor più magico e fantastico...
SAREBBE UN QUADRO... e io ogni giorno ho l'onore di VIVERE L'ORIGINALE...
...GRAZIE...
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